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    Principale : Autori stranieri : Vari

    Categoria: Autori stranieri Vari
    Titolo: La scuola degli ingredienti segreti  visto:25
    Autore del libro: Bauermeister Erica
    Inviato da: whitetulip
    Descrizione   La scuola degli ingredienti segreti
    di Bauermeister Erica

    Il lunedì, nel giordo di chiusura, nel ristorante LIlian si tiene un corso di cucina.
    Lilian non è semplicemente una brava cuoca ma ha, la cuina nell'anima. L'ha imparato da bambina e già da bambina è riuscita a cambiare la vita di qualcuno, con un piccolo ingrediente segreto.
    Nel libro si racconta la vita e l'approccio alla cucina di vari personaggi, tutti gli allivi del corso.
    Un romanzo semplice, non proprio quello che mi aspettavo, anche le ricette non sono così invitanti come descritte ma, nel complesso definirei questo libro, un romanzo adatto a fare un break!

    Whitetulip
    Recensione pubblicata il: 18/7/2010

Autori emergenti e nuove uscite di libri
Abbiamo creato dei nuovi forum uno in cui gli autori emergenti possano partarci di loro stessi e dei loro lavori, e un altro dove gli autori stessi, o le case editrici possano segnalare delle nuove pubblicazioni. Se sei un autore, oppure ne conosci uno, oppure lavori per una casa editrice usa tranquillamente questi forum per diffondere i lavori fatti!

Casualmente... dal nostro archivio...
    Principale : Autori italiani : Vari

    Categoria: Autori italiani Vari
    Titolo: La voce del mare -uomini di pace Classifica: 5.00  visto:427
    Autore del libro: Mario Ruggiero
    Inviato da: platone58
    Descrizione   La voce del mare - uomini di pace
    di Mario Ruggiero

    "Mio padre diceva sempre:"il mondo è formato da piccoli uomini....rari sono gli uomini".. questo è l'incipit de La voce del mare -uomini di pace.
    Se esiste un modo per non morire, per tenere sempre vivi i momenti più significativi della nostra esistenza, per mantenere un senso alle cose ed alle persone che abbiamo amato, Mario Ruggiero/Jarm, forse lo ha trovato.
    Con la semplicità del ricordo, delle parole, delle sfumature quasi palpabili. Portandoci a solcare le onde del suo mare, ad accarezzare i colori del suo cielo, lasciandoci entrare nella vita di tre ragazzi, che presto impareranno, che il coraggio più grande che si può avere è fatto di paura.
    Tre uomini ai quali è stata rubata precocemente la giovinezza, uniti nel loro viaggio dall’amore per il mare, per la pace e soprattutto per la Vita.
    La voce del mare, storia dopo storia, avventura nell’avventura, fa trattenere il fiato, qualche volte sorridere, ma soprattutto lascia che i pensieri rimangano sospesi sopra di noi alla ricerca di risposte. Coinvolge il nostro cuore, facendolo vibrare di emozioni, immergendoci nei profumi di terre lontane, lasciandoci il sapore del mare sulle labbra e qualche volta l’amaro in bocca.
    Un libro che come una catena che va a chiudersi, parla di vita, di guerra, di amore, di morte congiungendosi nuovamente alla vita.
    “ Non ho più freddo, anche se l’aria continua a sbattermi in faccia, oggi sorrido alla vita.”


    Platone58
    Voto medio: (1) ()
    Recensione pubblicata il: 29/4/2007
    Mittente: platone58 su 29/5/2007
    Classifica Globale: 5
    Descrizione  Ho iniziato a leggere la voce del mare con prudenza ,per il timore di trovarmi di fronte a un racconto in cui sentimentalismo trionfalismo e retorica patriottica inquinano i cuori anziché stimolare le menti.
    Inaspettatamente dopo le prime pagine scorrevoli e piacevoli mi sono trovata di fronte a un autore che sovverte l’ ordine naturale delle cose e rinuncia all’ipocrisia letteraria.
    Partito più volte per missioni di guerra e di pace,il personaggio di la voce del mare è un soldato reale,disorientato,impaurito dai ricordi e avvilito dalla capacità esclusivamente umana di odiare.Un uomo bastonato ma non piegato che ancora oggi si chiede: cosa fare. Cosa fare dei sentimenti che muoiono giorno per giorno dentro il suo petto,della sofferenza,dell’odio,
    dell’amarezza e dell’amore seppellito insieme alle certezze che la guerra gli ha lasciato in eredità. ... Si chiede perché in una sana e bruciante passione per il mare si debba insinuare l’incongruenza,la spietatezza e la crudeltà umane…Perché una divisa in una missione di pace si debba macchiare di misfatti..
    Si chiede perché l’uomo scelga la via più difficile per amare la vita e riesca ad apprezzarla solo quando intorno non ce ne è
    più. Si chiede perché dopo aver attraversato una guerra o un succedaneo di pace,la morte di un altro essere umano anche quella di un padre venga
    accolta passivamente come un inevitabile contributo alla vita…. perché si giustifichino le guerre e come mai a venti anni si accettino
    ruoli così definiti da conferire con la paura piuttosto che con chi si ama …perché si scelga il presente ignorando il futuro e perché un poco più tardi si abbandoni il mare per sempre. Proverei a rispondere con altre domande: Forse perchè la guerra,tutte le guerre sono solo il risultato discutibile di un vago fascino patriottico? Forse perchè l’imbroglio di una suggestiva missione di pace ti porta via un amico per sempre…rivelando la sua vera contraddizione?o forse perché il mare non è la guerra ..e ancora…perchè l’amicizia, l’amore,gli affetti irrecuperabili fanno dell’uomo che li perde il suo stesso surrogato e il tempo può solo peggiorare le cose. Dopo aver letto il libro di Ruggiero la domanda viene spontanea anche a me.
    Cosa fare? Cosa facciamo?. Io non lo so ma mi considero fortunata perché della guerra so solo ciò che mi raccontano.
    Ruggiero, in un capitolo per me affascinante :.l’incontro tra l’uomo e il lupo
    ha semplicemente scovato la definizione sintetica delle guerre umane:
    Per sconfiggere la paura del lupo si diventa lupi. Per sconfiggere la paura del nemico si diventa il nemico. Così ha inizio il racconto delle guerre. E in guerra, si sa, si può tutto e ciò che in pace è reato, illegittimo, spietato, immorale, in guerra si converte in medaglie da distribuire in ugual modo ai vivi e ai morti.
    Lì si uccide con licenza e benedizione di tutti. Ma la morte,quella vera,per Niky ed Antony i nostri amici è mai realmente sopraggiunta? Il nostro soldato si candida più volte a morire sfidando la natura e l’uomo. Non muore,resiste e sopravvive In realtà chi è passato attraverso la morte degli altri è già morto. La differenza sta solo nella sepoltura. In seguito l’accettazione di sé stessi diventa sempre più penosa e, l’eccitazione,la paura,la disperazione o qualsiasi sentimento attivo si trasforma in abitudine, indifferenza ..in nulla passivo. Il nostro personaggio per continuare a vivere deve sopportare il nulla. Non il nulla esistenziale così filosofico e un po’ snob ma quello provocato dall’uomo contro un altro uomo,quello capace di costruire artificialmente il nemico pur di giustificare la guerra:la guerra che miete più vittime tra i vivi che tra i caduti.
    La guerra ancora oggi è il più tragico e apocalittico degli inganni.
    Nessuno se ne fa paladino però si continua a farne. Sirena che attrae e lusinga attraverso il voto patriottico e la passione che affascina i giovani fino alla morte. La guerra che è l’insegna del raggiungimento delle morti collettive,di tutti coloro che vi hanno partecipato.
    Cosa vuole dirci Ruggiero?Il suo istinto lo ha guidato a raccontarci l’odio e l’amore intrappolati in un vago senso del giusto che si chiama guerra o più semplicemente oggi missione di pace. Cosa sia giusto fare,chi fa le guerre non lo sa ma nemmeno chi le combatte.
    Il nostro autore si interroga invece e lotta ancora per avere risposte.
    Con animo critico e mai irriverente Ruggiero convince raccontando missioni di pace che armano i ragazzi ..e guerre che spengono la vita avvalendosi di un diritto che oggi non si può più giustificare.
    Come ci si sente dopo aver ucciso qualcuno obbedendo a un ordine? Cosa si desidera dalla vita dopo? Chiediamolo ai sopravvissuti. Chi ordina le guerra non guarda in faccia la paura né la morte,né l’uomo da abbattere né quello battuto nello spirito. Chi ordina le guerre in genere ignora tutto questo. Come si fa ad odiare qualcuno che non si conosce e soprattutto come si riesce a convincersene in pochi secondi? Perchè i giovani inseguono la paura?. Cosa c’è dietro la passione per la divisa? La lusinga della giusta causa.? Chi ha il diritto di custodire lo scrigno del bene e del male.? La guerra è il suo stesso spirito e non può essere altro. Per giustificarla bisognerebbe apprezzare e difendere le teorie sul libero arbitrio come atto abusivo dell’uomo .
    Ruggiero descrive in modo razionale ed umano lo spirito della guerra senza insistere su dettagli retorici o commoventi di facile presa.
    La sua è una narrativa pulita che rosicchia fino all’osso i sentimenti e getta via tutto ciò che non serve. Fin dalle prime pagine si libera della tentazione letteraria di collezionare
    facili consensi rispettando un’etica che gli fa onore e descrivendo con arguta penetrazione le contraddizioni di un uomo ,esponendone la carne viva. Un libro sincero e pulsante la voce del mare dove le emozioni non sono più personali ma collettive,dove non c’è traccia di pentimento ma di testimonianze amare che fanno riflettere. Singolare perché non avanza deduzioni ,ricette, nè prediche ma accoglie con supplica sincera chiunque sia in grado di fornirgli delle risposte esaurienti. Prezioso documento ciò che rimane in ognuno di noi al di là della lettura come se dietro la narrazione ci fosse un’anima indomabile. Minuzioso nel descrivere l’atmosfera di un mondo reale ma sleale dove l’odore acre della morte è così forte e beffardo ma anche volitivo e a volte, incomprensibilmente attraente. Il sapore della morte che ha radici profonde nella psiche umana e nasce ancor prima della vita. E’ la sfida dell’uomo,una sfida leggendaria e bugiarda quella della ricerca della morte…una sfida che attrae e respinge da sempre.
    Il nostro autore non descrive la morte indugiandoci sopra,non descrive la paura..la fa rivivere in ognuno di noi.
    Dopo aver attraversato una guerra,non contano più le singole sensazioni ma il ricordo di esse .Per ricordare però bisogna tornare ad essere umani e il personaggio della storia se ne accorge proprio mentre la racconta. La guerra deumanizza , amplifica e dilata il senso della morte e a chi l’ha vissuta spetta il compito di ricostruire minuziosamente la propria umanità. Questo non è scritto dietro le medaglie. Sono le controindicazioni della guerra che non vengono mai indicate. Torniamo allora al lupo. Il lupo non aggredisce ma studia l’uomo che accidentalmente ha invaso il suo territorio.
    Nella sua lucida perlustrazione mentale l’animale riflette e rinuncia ad attaccare.
    Una riflessione che presuppone un ragionamento conservativo della specie.
    L’uomo disonora anche il più primitivo dei ragionamenti e si accanisce contro coloro che se ne accorgono.
    Quella di Ruggiero è una marcia solitaria?
    Il rischio,la paura,le guerre,le pene inflitte da un uomo ad un altro uomo sono
    temi sempre attuali ma Ruggiero non osa escogitare una soluzione per
    l’umanità né tenta la via della redenzione per i nostri eroi,semplicemente
    adotta l’uomo,tutti gli uomini che non sanno perchè e vorrebbero avere
    delle risposte.

    Dott.ssa HIRTIA SOLARO


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